[io non ho mai leccato l'interno coscia di un gorilla albino senza permesso di soggiorno]
io non ho mai
ricettacolo di adolescenzialismi onanistici, trasgressioni quotidiane, masopignolerie, sadolirismi, morsi sul collo, baciamano, furti di marmellata, confessioni visionarie alcoliche e non, resoconti reali, verosimili, o bugiardi, fantasie, sogni e ricordi dei membri dell'OrangeGang(Bang!)
sfiora delicatamente questo attraente bottoncino...mmmm.
(ec)citazioni
Voglio dire, cosa mai può esserci di meglio del sesso?
Una cosa è certa: il peggiore dei pompini sarà sempre meglio, per dire, della più profumata delle rose...del più fantastico dei tramonti. Delle risate dei bambini.
Io non credo che leggerò mai una poesia bella quanto uno di quegli orgasmi che ti mandano a fuoco, ti fanno venire i crampi al culo, ti inondano le budella.
Dipingere un quadro, comporre un'opera, sono tutte cose che fai per riempire il tempo tra una scopata e l'altra.
Il giorno che dovesse saltar fuori qualcosa di meglio del sesso, fatemi un fischio. Uno squillo sul cercapersone. (Palahniuk - Soffocare)
sabato, 27 dicembre 2008
I've never rubbed my duckie
Sappiamo tutti cos'è ma quanti ne possiedono uno? Navigando su internet scopro che ne esistono diversi tipi:
Ricordate il tempo dei bagnetti, quando la mamma preparava la vasca con tanto amore, tanta schiuma e poi ci metteva dentro la paperella gialla, così da rendere una grande rottura un gioco divertente chiamato "annega la papera"?
Ecco, proprio quella papera, a causa di trasmutazioni genetiche, acquista nuove funzioni, sviluppa una folta peluria, possiede uno sguardo accattivante e non più da finto ingenuo bamboccione.
Poi la suddetta papera ha diverse varianti, quella che più ha attirato la mia attenzione è la versione "bondage":
Abbiamo trascurato troppo questo caro nostro blog, e mi ero ripromessa che avrei scritto al più presto, ed ecco a voi, signore e signori, dopo tre mesi di silenzio stampa.. il post pre-natalizio, che poi ha poco a che vedere col Natale, col "siamo tutti più buoni", "a Natale si può fare/dare/amare di più", ma in fondo questo non è un blog convenzionale e a noi piace andare controcorrente.
Ho una storia da raccontare. Voglio raccontarvi di lei, lui e l'altra, e in questo caso "l'altra" può essere anche "lei" e viceversa, dipende dalla prospettiva: insomma, lui e lei, stretti da un legame inspiegabile, consapevoli del rischio a cui andavano incontro, decidono per l'ennesima volta di provare a costruire un rapporto che possa andare bene ad entrambi. Ora, lei crede ciecamente nella sincerità di lui, e si aspetta mille no, mille non lo so.. ma si fida. Quando lei decide di chiudere perché ha smesso di accontentarsi, arriva il tempo di vedere: lui, vate della verità, dell'altruismo, reggeva due relazioni nascoste. Il resto ve lo risparmio, potete immaginarlo. Sta di fatto che ora lui e l'altra sono felicemente (?) fidanzati, ma voglio dirvi di lei invece. Irremovibile, veste i panni della donna bionica, esce da una sorta di incantesimo, da quell'apatia sentimentale che l'aveva resa inerme, passiva. Oggi non prova alcuna rabbia, piuttosto un'insolita e paradossale riconoscenza per colui che, senza neppur volerlo, le ha restituito se stessa. Poi lei incontra un altro, ad una festa e le regala pillole di felicità, la ricopre di attenzioni quasi fino a soffocarla, e lei ha il suo primo orgasmo. E poi la vita non ripaga?
[Mens Oeconomica (si) fotte allegramente Mens Pinna]
Tutto mi si presentò alla mente e agli occhi il 30 agosto.
Scendendo dalla car dopo qualcosa come 806 chilometri e con ancora addosso lo shock del viaggio, la sottoscritta, estenuata e allucinata, si trovava davanti una sorta di massa più alta di sé. Strabuzzava gli occhi, non era sicura, ma lei continuava a persistere lì davanti, e alla fine si dovette rassegnare: esisteva.
E poco importa che la cosa non fosse un fallo gigante e fungente, ma una inutile statua di padre pio a grandezza naturale e gobbuta. Poco importa che la suddetta costasse 900 euri e che qualcuno credo l’abbia anche comprata, visto che ne espongono in quantità industriali in una sola, uggiosa, cittadella inerpicata tra i monti di Heidi, ché financo i ciclisti in giallo coi polpaccioni si spingevano sudaticci l’un l’altro per arrivarci vivi.
Poco importa anche che le multiformi statue siano più degli abitanti del paesello o che i commercianti di statue siano più delle statue.
Quello che ha profondamente violentato il mio precario sistema nervoso è l’idea che la mente umana abbia potuto concepire lei e tante consimili sorelline sacre come 'il trenino del pellegrino' o il 'rosario in grani' ("santificante effervescente. principio attivo: la grazia di dio, contro la tiepidezza spirituale; toglie acidità e pesantezza di coscienza", cit.).
In quale meandro delle circonvoluzioni cerebrali queste idee siano nate, cresciute e poi definitivamente partorite, non ho potuto capirlo. Ma almeno ho indagato.
Ho concluso che il cristiano al di là dell’altare è una Mente Eletta, una Mens Oeconomica col saio, una macchina fabbrica-soldi cullata dal vaticano il cui sommo diletto è sperimentare santi metodi estirpa-piccioli al minchia di turno.
E allora tutti lì a giustificare gli offertori in ogni angolo dell’ospedale, a perorare benedizioni di massa e a spacciare i biscotti di padre pio (non pensate male, sono molto complessi: ostia e mandorle). Il 2° giorno ho fotografato la gente lanciare soldi alla chiesa pur di vendere l’anima a dio, che è uno spietato concorrente di satana. Il 3° giorno ho girato per delle calze, ma solo i 'padre-pio-shops' sono aperti, lì. E su 7 negozi con la scritta 'cartoleria', nessuno aveva un semplice foglio rosso, ma tutti avevano i fogli con padre pio sopra, e poi infiniti rosari lucenti e l’omìno barbuto sbattuto ovunque; ah, ovvio: e le immancabili statue pluricolori-posizioni-misure e (news!) oggi anche elettriche.
Con mia somma delusione, anche il parentado prostrato dal dolore è stato ipnotizzato dagli effluvi speziati del luogo sacro. Io ho provato, almeno ho tentato con tutte le mie forze di galvanizzarlo, politicizzarlo, laicizzarlo: ho nascosto la stampella alla grande-mère, l’ho trascinata per obbligarla a non cedere alla penna chic di padre pio, al profumo trendy di padre pio, al foulard più cool del cool di chi? Di padre pio. Poi un giorno facevo pipì e lei è scappata.
Ho bevuto un bicchiere di martini per reggere il colpo.
E allora, grazie a Lui ho capito: il cristiano al di qua dell’altare è una Mens Pinna, una Pinna Secca.
Mens pinna e mens oeconomicastanno in un rapporto di scambio come con le puttane in vetrina ad Amsterdam: tu mi paghi e io ti fotto. Un business, va.
Così, adesso ho la foto di padre pio benedicente appesa dietro la porta di casa e rifletto sulla scusa da inventare per giustificarne la prossima sparizione.
Ed il fatto che la chiesa senza speculazione sia come un gin senza lemon, mi incoraggia a pensare che se resto senza lavoro, posso sempre tornare a San Giovanni Rotondo a vendere durex XL fruttati e comodi perizoma rouges.
Cioè. Okkei: gli uomini e le donne non sono uguali. Nemmeno i loro cervelli sono uguali. Nemmeno le loro capacità, intelligenze, sensibilità, blablabla.
Ma una cosa è immaginarlo, una cosa è trovarselo così, sbattuto davanti, mentre magari fino a ieri stimavi e amavi il tuo lui e ci stavi romanticamente nuda a letto.
In ogni caso... passi la mini-particella dell'ascolto e la macro-ghiandola delle scuse poco convincenti: notammo. Fila anche il prevedibile centro della pulizia personale (sgrasciatevi :P), mentre sulla guida non commento, illusi. Il calcio è banale, tsk, siete banali e si sa anche questo.
E sublime è la scoperta della cellula deputata alla centratura del cesso, stranamente più piccola dell'area del rifiuto delle questioni personali, ma -in compenso- mirabilmente surclassata dalla circonvoluzione dedita alla ravanata.
Ciò per cui rido, è il centro di controllo del telecomando e tutto quello spazio dedicato al sesso, almeno così oggi ci 'svela' (sei in ritardo compa'!) la rivista scientifica New Scientist: il cervello femminile e’ più orientato al processo decisionale, alle emozioni; quello maschile e’ decisamente concentrato sul sesso e sul 'telecomando'.
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Amore, passami adesso quello grigio, per favore. Tieni.
Terzo piano della Rinascente di Palermo, collezione uomo. Lei allunga un pantalone grigio al suo uomo attraverso una porta socchiusa in cui entra a malapena il suo braccio.
Lui prova il secondo paio di pantaloni, il primo non lo convinceva.
Amore, come mi sta? Ti cade proprio bene, ti fa un gran bel sedere, amore.
Lui afferra il polso di lei con forza, quasi da farle male e la tira dentro il camerino, chiude a chiave e le tappa la bocca con la mano.
Sei mia, voglio farti godere ora, qui.
Così mentre con una mano ancora le tappa la bocca, con l'altra le palpa il corpo. Il fiato sul collo la eccita parecchio, ma le mani servono entrambe e così lui la bacia, muove freneticamente la sua lunga lingua intorno a quella di lei, sulle sue labbra, mentre con le mani le pervade tutto il corpo.
Lei gli afferra la testa, gliela stringe forte e non si lascia perdere quei baci, mentre muove il suo bacino cercando di sentire la sua più bassa eccitazione.
Ti amo!
Lei si toglie la camicetta e il reggiseno si inginocchia a lui e lascia che quel pantalone che tanto bene gli cadeva adesso scivoli, altrettanto bene.
Inginocchioni lascia che lui si guardi godere allo specchio mentre le accarezza il suo pene con tra i suoi seni.
Dal petto alla bocca non c'è molto strada e in un camerino così stretto non c'è spazio per la fantasia e così che comincia un pompino che non durerà a lungo.
Lui le afferra la testa la alza e la bacia la bocca, poi si inginocchia, infila la testa sotto la gonna e spostando le mutandine le bacia le labbra, le grandi labbra. Le alza una gamba in modo da poter avere un facile accesso al clitoride, oramai tutto fuori e turgido.
Lei è costretta a mordere la maglietta per non urlare e farsi scoprire, la sua vagina ha ormai vita propria con un battito regolare tutto suo.
Girati!
Le afferra i fianchi e la gira, e le morde i glutei, li lecca li accarezza.
All'improvviso si fa spazio tra i glutei e comincia a leccarlo l'ano. Lei non rifiutra, sembra piacerle.E' la prima volta che lo fa. Lui lascia cadere della saliva e infila un dito, Poi ancora della saliva, finché non si alza e le infila il suo pene.
Fai piano o ci beccano!
Un lento andirivieni ed ecco che lui viene, lei si gira e lo bacia, come la loro prima volta, si rivestono ed escono sorridenti, mano nella mano.
Pagano il pantalone che forse servirà solo come ricordo di sperimentazioni su sperimentazioni.
]Io non ho mai rinunciato al Sesso
per colpa della COSA[
]1[Quando LA COSA era lontana anni luce
Sperimentazione si dice quando l’oltre le regole preesistenti sopraggiunge, quando il caos del momento non sa a quale frutto porterà.
Ecco: è esattamente a questo punto che i 2 erano giunti.
Il materasso a molle era ormai stato violentemente spodestato dalle sozze scale di un condominio della rognosa periferia palermitana, che i 2 occuparono costringendo alla bandiera bianca l’autoctono scarrafone nero.
Nel mezzo, il test del tappetino ginnico e la prova del vano armadio, veramente molto comodo.
Questo circa 6 giorni fa.
Poi arrivò il 7° giorno.
E mentre il buon dio runfuliava, i 2 crearono il sesso a penetrazione sottomarina: quando Mondello è stracolma, bagnanti ovunque, bambinetti in maschera sott’acqua, le onde che il vento solleva qua e là… 2 pischelli* cosa possono fare? Sbaciucchiarsi e dirsi “ti amo 4ever, amore ti seguirò ovunque, anche al cesso, non ti lascerò mai mai”? Ovvio; che NO.
Si attende, allora, che l’acqua cristallina si svuoti di plebe di tutti i tipi e si va. Purtroppo (e porco cazzo!) restano imperterriti il classico pelato in gran forma per la nuotata post-pastazza al forno, la cinquantenne biondo-mesciato col costume bianco, le tette cadenti e la menopausa, e il bambinetto scassacazzi improvvisato sub che si avvicina (sembra così o è una tua fissazione?) alla ricercatissima postazione da porci. Ma nulla li ferma: slaccia costume, sposta mutanda, ok: calore. Lei: “che vuoi fare? Porco!”. Lui: “il porco, vieni qua..mm scronf.”. E quindi andò, ripromettendosi per le prossime ferie il pompino in apnea.
*Dicasi ‘Pischello’ omino alla mano e pane ‘cà meusa che si lascia poco andare alle conformità del genere umano innamorato, preferendo la cena al lume del neon del proprio garage al San Valentino da milioni di euro sbrilluccicanti di diamanti e zaffiri.
Altro giro altra corsa nudista: casa vuotissima, gradini vuotissimi, lui ’clikclak’: gira la chiave del bagno, e davanti allo specchio a contorcersi in improbabili pose ed evoluzioni. Senonché… ta-dah: le soavi voci del parentado irrompono e interrompono l’amabile congiunzione. Lui era persino finito a terra, disteso, oltre che scivolato nel sudore, lei dominatrice, sopra, a far capire chi comandava in quel momento. A pochi centimetri la tazza del cesso, a pochi metri un fratello che entra in casa (ma non era a cena fuori?). *Cazzo, se trovassi mia sorella a scopare nel cesso in cui mi trattengo con rockstar… cioè.. l’inferno…fiamme! E soprattutto, immediata sterilizzazione del suddetto.*
“Cazzo, abbiamo chiuso a chiave?? Sicura??”, “Zitto..anzi, no! Comincia a parlare, si, si, parlami, parlami, cazzo..e passami le mutande!”. “Ehm, si, perciò io, ehm, le lenti.. le uso poco, e che soluzione usi tu?”. “Ma sei cretino?” (…)
Sta di fatto che non si sa quale divinità luciferina si scomodò, ma il fratello ri-uscì poco dopo il 1° infarto al miocardio. Beh, c’era quasi riuscito a fermarli, ma niente -e dico niente- aveva fin’ora potuto; e poi arrivò ESSA: l’orrorifico elemento che avrebbe alterato i loro ritmi biologico-genitali. Cose mai viste..
]2[ Un grido di battaglia: INGOIATEMI!
LA COSA per eccellenza, un alimento sinistro che, nella particolarità dell’occasione, presentava escrescenze laviche, crateri ed ebollizioni fumose, coloriti poco uniformi su una crosta strafritta da olio strautilizzato.. L’ARANCINA BOMBA!
Appagati dalla visione, l’ingurgitamento ebbe inizio, e con esso anche gli effetti nefasti. Obnubilamento del sensorio già al secondo morso. Alla fine della prima, la seconda con sguardo umanoide ci osservata tronfia dal centro del tavolo e noi, drogati: Maaa… si muove?”. “Guarda! la sto toccando, ha gli occhi!!!”
Era la seconda, il nostro amore voleva che la condividessimo, si, ancora una volta, ma adesso come si continua a sessare? Niente. Vicoli, ammiccamenti, allusioni; nulla ostacolò il SUO potere: incontrastata, ostruì i vasi sanguigni da un lato e innalzò la MURAGLIA CINESE dall’altro. ESSA trionfò dove nessuno era prima riuscito.
E fu l’astinenza.
(23 ore senza)
AVVERTENZE e CONTROINDICAZIONI:
Per il bene dell’umanità sessualmente attiva, alleghiamo di seguito le istruzioni per l’uso:
1) non somministrare ai bambini al di sotto dei 300 mesi di vita.
2) non andare mai oltre la prima, ma MAI!
3) non associare altri alimenti porcherosi: potrebbero insorgere invalidanti reazioni chimico-intestinali.
4) se lo shock è già visivo, non andare oltre: risparmiatevi quell’euroeccinquanta. (e anche il resto.)
5) se udite brontolii e bestemmie gastriche, abbiate coraggio: incendiatela-bruciatela-datele fuoco. E prima possibile!
Suona alla porta e ti affretti ad aprire. La voglia di stringerlo forte è tantissima. Sai già che ogni bacio è una scintilla e non passerà molto tempo dal momento in cui aprirai quella porta al momento in cui i vostri corpi si troveranno attorcigliati sopra delle lenzuola rosse.
"E' come una droga" pensi "più è mio, più ho il suo corpo e la sua mente, più lo desidero."
E lui sa esattamente cosa vuoi, cosa desideri... ed è ben felice di donarti se stesso. E sa anche che quello che ha in mente ti farà godere. La porta si chiude dietro di voi, a chiave, giusto per evitare che il vento la apra di sorpresa e per nascondere al mondo la vostra intimità. Giusto il tempo di poggiare le sue cose accanto al letto e, mentre stai per spegnere il computer, diventa tutto buio, in un istante. Senti che sta annodando qualcosa dietro la testa, una benda. Ma la cosa non ti fa paura, anzi... le tue labbra tradiscono un sorrisino malizioso che la dicono lunga. Pensi di sapere già cosa succederà da lì in poi, ma questa volta ti sbagli e ti sorprende per l'ennesima volta. Nessuna delicatezza è prevista, perchè sa benissimo che le tue urla e i tuoi gemiti non saranno di dolore. Alle bende agli occhi segue un semplice gesto. Ti afferra e sbatte il tuo corpo al muro. Le sue mani ti bloccano e non riusciresti a liberartene, se mai lo volessi. Un bacio e poi preme la tua faccia contro il muro. Il suo fiato sul tuo collo, il suo respiro... dolce, ma allo stesso tempo forte, tanto da lasciarti immaginare la voglia che ha del tuo corpo, di mangiarselo, di farlo suo. Comincia lentamente a baciartelo e leccartelo... il collo, le orecchie, le labbra. La sua saliva ti bagna la pelle e il suo respiro ti dona piacevoli sensazioni... Cominci a sentirti bagnata e il tuo corpo comincia a dare evidenti segni di eccitazione. Con la lingua comincia a disegnare traccie sulla tua pelle, scendendo sempre più. Con un gesto deciso ti strappa la maglietta e il reggiseno. Adesso senti il suo corpo premere contro il tuo e puoi benissimo sentire la sua eccitazione. Il gioco continua. Le sue labbra e la sua lingua adesso ti accarezzano il seno, delicatamente. Ma poi decide che non meriti tutta questa delicatezza e comincia a darti piccoli morsi... seno, capezzoli, pancia, fianchi... E qui comincia a giocare un po', perchè sa che i fianchi sono il tuo punto debole. Li bacia, li lecca, li morde. Mentre con le mani continua a toccarti il seno e a stringerlo con forza. Sei eccitata... lo senti, e lo sa anche lui. Mentre continua a mordicchiarti pancia e fianchi, le sue mani si spostano sulle tue cosce. Le accarezza e sale verso su. Quella minigonna corta che tanto ti piace indossare gli permette di fare quello che vuole di te. La tua figa è calda, più che altro bollente, e bagnata. La accarezza afferrando poi gli slip che indossi e tirandoli, in modo da farli infilare ben benino dentro la figa. Li lascia lì dentro e, nel frattempo, via anche la gonna. Dopo aver tirato ancora un po' gli slip dentro, li toglie. Adesso il tuo corpo è totalmente nudo davanti a lui, solo una benda che ti copre gli occhi. Sei eccitata e adesso il tuo corpo lo mostra evidentemente... la tua figa è bagnata, tanto da bagnare anche le tue cosce. Ma lui non vuole ancora darti pace. Ti afferra per i capelli e ti trascina, facendoti sedere sul letto. Qualcosa comincia a premerti sulle labbra e sai già che si tratta del suo cazzo. Apri la bocca e lo accogli volentieri. Cominci a muovere quella lingua dal basso verso l'alto, fino a quando te lo infila in bocca e cominci a succhiarlo. Giusto un po', solo perchè vuole farti capire che è lui che decide. Sa benissimo che quello che vorresti e sentire quel cazzo dentro di te, ma vuole ancora farti impazzire un po'. Adesso ti ritrovi stesa sul letto e ti ritrovi con i polsi legati e l'impossibilità di muoverti. Partendo dal seno la sua lingua comincia a scendere, sempre più giù. Fino a quando senti una piacevole sensazione di freschezza in mezzo alla figa. E' la sua lingua e pensi che qualsiasi cosa sarebbe più fresca della tua figa in questo istante. Comincia a leccarti, mentre le sue dita affondano dentro di te, con forza e più a fondo possibile. La tua eccitazione è ormai alle stelle e senti che stai per raggiungere l'orgasmo. Il tuo corpo non riesce a stare fermo, si muove senza sosta e inarchi la schiena in modo da offrirti ancora di più a lui. Quando senti che non ci sono più le sue dita a muoversi dentro di te, ma il suo cazzo. Ti penetra con forza e a fondo, per farti godere il più possibile. I tuoi gemiti non riesci a soffocarli, ma per fortuna a casa non c'è nessun'altro oltre voi due. Senti l'orgasmo che ti pervade tutto il corpo e lui sente benissimo la tua figa che vibra. E' l'orgasmo più forte che ti abbia fatto provare. Senti ogni centimetro quadro del corpo contrarsi ad ogni singola contrazione della figa. E godi ancora di più quando senti che lui raggiunge l'orgasmo dentro di te. Adesso lui è su di te, a godere insieme a te.
E un semplice "Grazie!" è tutto quello che hai da dirgli, ma ciò che lo gratifica di più sai benissimo che è il tuo godere.
Dopo quasi un mese.. è arrivato il momento di aggiornare iononhomai.
Giovedì sera, l'o.g. più elementi aggiuntivi degni di nota, vedi un medico privo di fanstasia e bersaglio perfetto di sfottò di ogni sorta, una donna super abbronzata che zitta zitta si scopre faccia cose poco ortodosse, un uomo distrutto da una pizza che riacquista il suo potere di suscitatore di risate dopo aver vomitato la suddetta, e infine, la perla della serata: il fratello della proprietaria di casa, un pazzo scatenato che dice cose senza nesso, associazioni mentali in libertà.
Dalle catastrofi nascono gli spettacoli migliori.
Gente sul divano in preda a dolori di stomaco e di testa, anelli di fidanzamento mangiati, attese di coppie dentro una stanza buia. Les crêpes riconciliano anime e corpi, tra risate a soffocare e simulazioni di posizioni del kamasutra, precisamente quella del loto.
- esiste?
- mah.. credo di si.
- secondo me è così, guarda: lui seduto e lei accovacciata su di lui.. tipo loto.
Il giorno seguente, mi documento su internet e scopro che non c'ho azzeccato.
Questo è il giusto incastro:
Mi fanno notare, con mio immenso stupore, che manca la posizione del criceto. Devo, dunque, colmare questa oltraggiosa lacuna affinchè anche i criceti possano filiare seguendo le illustrazioni del kamasutra.
Bene, partiamo dal fatto che l'habitat naturale del criceto è la sua adorata ruota, luogo ameno di rinconciliazione con se stesso, sarebbe, quindi, inopportuno pensare che il sign. criceto scenda dalla ruotella per dedicarsi ad altre attività meno appaganti. Tutto deve essere progettato per far si che il grazioso roditore possa consumare l'atto sessuale on the hamster ball.
Descrizione: togli il criceto dalla ruota per qualche secondo, prendi una donna e posizionala sulla ruota con le gambe ben aperte, poi rimetti il criceto.. dopo qualche attimo di spaesamento, mr. hamster dovrebbe ricominciare a girare senza accorgersi dell'intrusa e.. girando girando.. forse forse, ce l'abbiamo fatta!
Dal profondo di un sonnellino post-orgasmico sento improvvisamente una sensazione di freschezza preceduta da tocchi caldi sul mio pene in riposo.
Nel dormiveglia non capisco, sento solo questa strana sensazione piacevole tra le mie gambe, che mi solletica e piano piano mi provoca un' erezione.
Al risveglio del mio pene cerco di allungare le mani verso i miei fianchi cercando la mia donna e mi sento trattenuto, allora apro gli occhi e mi accorgo di essere bendato. Provo a muovere le gambe e mi accorgo che queste come le mani sono trattenute da qualcosa e per di più unite strette strette.
La donna mi ha legato e bendato nel sonno, approfittando del fatto che oltre il THC anche la prolattina aveva fatto il suo effetto.
« Che fai? cosa hai in mente? » le chiedo sorridendo. Lei non risponde, ride e continua ad accarezzera con cura il mio membro.
Sento entrambe le mani prendersi cura dei miei organi genitali, sento che lo scorre lentamente ma in modo deciso.
Lo caccia ancora in bocca e mi si spezza il fiato, la lingua calda lo bagna lasciando così che poi io possa sentire quella piacevole sensazione di fresco. La sento seguire la venatura e stringere con le labbra sotto il glande e con le mani continua a masturbarmi.
Eccitato come un mandrillo smetto di essere passivo e nella mia immobilità spingo di reni scopandole la bocca. Le piace e comincia a succhiare.
Cominciano le prime contrazioni, sento che sto per venire e lo sente anche lei che ferma i miei movimenti tenendomi i fianchi con le mani e ritorna ad accarezzarlo lentamente come quando ha cominciato a svegliarlo. Sento le sue guancie accarezzarlo, sento il suo seno schiacciarlo e le contrazioni diminuiscono, si quietano.
« Mi fai impazzire! » le dico e lei risponde « lo so! » e ricomincia a farmi godere con la sua sapiente arte.
Ritornano le contrazioni e stavolta sembra non avere intenzione di fermarsi e continua finché non le vengo in bocca.
Un climax crescente di piacere che termina con una eiaculazione che viene accerezzata dalla lingua che scivola sulla punta del glande.
Sono in estasi, credo di aver raggiunto il nirvana e dire che non era la prima volta che mi faceva un pompino.
Lei:
«Guardalo come dorme beato, una cannetta, una scopata e poi dorme proprio come un angioletto...» penso questo mentre lo guardo e penso al piacere che sa darmi questo piccolo diavolo che ora è inerte davanti a me.
Voglio fargli un regalo, proprio una bella sorpresa.
Silenziosamente mi alzo dal letto e prendo un foulard, e mentre penso di bendarlo mi chiedo cosa possa succedere se provassi anche a legarlo e così vado nel camerino e prendo delle vecchie corde che usavo per fare l'altalena sull'albero in campagna.
Dolcemente passo il fuolard intorno la sua testa e lo stringo in modo che non gli scivoli.
Guardo bene il letto e cercando il modo migliore per legarlo, quando mi cadono gli occhi sul capezzale. C'è un vecchio crocifisso che mi regalò mia nonna quando era piccola, sperando che io crescessi casta e pia. Povera nonna, non sa che ha distanza di 20 anni quel crocifisso anziché ispirarmi preghiere mi ispirava un altro motivo per stare in ginocchio.
Prendo le corde e passo lentamente intorno ai polsi. Faccio attenzione a fare nodi scorsoi che si stringano da sé al primo movimenti così da non doverlo svegliare stringedo io il nodo.
Gli lego pure le gambe, strette malleolo con malleolo, e adesso su quel letto sembra un Cristo bendato.
Mille cose mi passano per la mente da fargli, tutte molto fantasiose ma decido di farlo impazzire con qualcosa di apparentemente semplice, un pompino. Voglio dare il massimo di me, voglio che una cosa che comunque faccio spesso diventi qualcosa di superlativo.
Lui è ancora lì, non si muove quasi per nulla, dorme ancore come se nulla fosse successo e allora scendo verso le sue gambe, mi piego e comincio a giocherellare con il suo pene in riposo: è flaccido, piccolo piccolo e rugoso, il suo glande è molto chiaro.
Gli solletico le palle e lo scroto si inturgidisce, metto il pene in bocca e piano piano lascio che si alzi tra le mie mani.
Si muove, il pene, ma anche il mio uomo, sembra essersi svegliato, si dimena.
Mi chiede quali siano le mie intenzioni ma non rispondo, voglio farlo impazzire, voglio che desideri solo me.
Lo masturbo, lo lecco, seguo la le linee scolpite lungo la sua asta fino ad arrivare alla cappella che finalmente è bella gonfia e scura. Stringo con le labbra la base del glande e continuo ad accarezzerlo con le mani fino a quando si ribella e passa all'attivo, comincia a scoparmi la bocca, me lo spinge fino in gola, fa un po' male, e a volte mi sento soffocare ma mi piace e comincio a succhiarglielo.
Si contrae, sta per venire. E' arrivato il bello, adesso lo faccio impazzire.
Potrei lasciarlo venire e finire tutto qui, ma voglio che sia mia schiavo, voglio che stanotte non dorma pensando a che donna ha accanto. Voglio fargli sentire la mia infinità passione per lui tramite questo gioco.
Lo fermo, gli spingo con le mani i fianchi sul letto e comincio ad accarezzarlo, strusciando prima il viso e poi le tette.
Ricomincio infoiata più di prima quando lui mi dice che lo faccio impazzire e per spiazzarlo gli dico di esserne consapevole, deve capire chi comanda!
E' così che viene, e viene dentro la mia bocca. Sta sudando, respira forte, e i suoi gemiti confermano che oramai è mio.
Mi nutro di quel nettare caldo che mi dona in segno di riconscimento, mi nutro di quel che mi sono guadagnata.
Adesso è giusto che riposi, sia io che lui, e giocherello con la punta della lingua sulla punta del suo glande che ancora pulsa e versa il bianco sperma.
Non dimenticherà facilmente quello che gli ho fatto, non riuscirà ad immaginarsi di meglio e lo guardo lì, legato che tenta di muoversi fantasticando su cosa stia pensando adesso e su come abbia voglia di ricambiare. Perché lo farà.